sabato 22 agosto 2009

Scomparso. Contro Tutte Le Dittature!


Túlio Thayer, imprenditore di Rio de Janeiro, viene un giorno prelevato da casa sua da poliziotti in borghese durante la dittatura militare in Brasile. La sua colpa? Aver mandato dei soldi per il mantenimento di alcuni esuli politici.



Così comincia il libro di Luiz Claudio Cardoso, in cui l’autore carioca porta il lettore all’interno della famiglia Thayer per vedere le reazioni dei singoli componenti e quelle collettive a questo avvenimento che sconvolge in maniera repentina la vita tranquilla di una famiglia alto-borghese.



Il libro, più un racconto lungo che un romanzo (quest’ultima definizione è utilizzata dall’editore sulla copertina), si suddivide in due parti di lunghezza molto differente con una chiosa finale. Ciascuna parte e la chiosa hanno un narratore e un punto di vista diverso, ognuno dei quali è reso bene dall’autore.



La prima parte è narrata da Tulinho, il figlio più giovane (7 anni) di Túlio Thayer nonché il cocco di casa essendo l’unico figlio maschio. Attraverso i suoi occhi e le sue sensazioni il lettore vive non il momento del sequestro, da lui non visto, ma tutte le vicende successive. Tulinho racconta le reazioni della madre e della sorella maggiore (anche loro prelevate per un breve periodo di tempo ma poi, a differenza del padre, rilasciate dalla polizia segreta), quelle dell’alta sorella Doravante a cui è molto legato nonché quelle del nonno e dello zio paterno arrivati da San Paolo per cercare di sfruttare le proprie conoscenze altolocate per ottenere il rilascio del proprio figlio e fratello.Con gli occhi e le parole di Tulinho vediamo come i rapporti all’interno della casa comincio a deteriorarsi fra sua madre e Doravante finché quest’ultima decide di andarsene via di casa.



La seconda parte, molto più corta della prima, è narrata da Doravante, in cui vediamo la sua versione delle vicende nonché l’altro lato di Tulinho, ovvero il bambino pestifero che si è attaccato a lei dopo il sequestro del padre. La quindicenne seconda figlia di Túlio Thayer esce dalle pagine come una ragazza già matura e determinata, convinta delle sue idee nonché la prima ad essere certa dell’avvenuta morte del padre. Di tale morte la madre non si vuole convincere e questo suo atteggiamento porterà gli scontri tra le due ad inasprirsi finché Doravante non deciderà di scappare di casa, dopo aver accusato la madre di aver venduto il padre durante l’interrogatorio cui venne sottoposta per aver salva la vita.



La chiosa finale è invece raccontata da una terza voce narrante, quella di Petrona la cuoca di casa Thayer. Questa lunga chiosa esprime attraverso di lei il punto di vista del proletariato, narrando la sua tristezza per l’accaduto sottolineando come però la famiglia alto-borghese non fosse pronta a sopportare un evento del genere, ragione per cui il contraccolpo è stato molto più forte che se ciò fosse accaduto a una famiglia povera.

Le due parti del libro narrate dai ragazzi Thayer sono caratterizzate da capitoletti molto corti, alcuni lunghi anche solo poche righe, adatti alla descrizione di molti fatti e situazioni quasi come fossero istantanee di diversi momenti della vita familiare. Questa caratteristica stilistica permette quindi all’autore di mantenere una scrittura agile, che incalza il lettore a proseguire e fa alzare il livello di tensione, riuscendo in tal modo a trasmettere i timori, e in qualche caso l’angoscia, dei protagonisti. Timori questi che anche senza la certezza della loro veridicità nel loro intimo tutti i personaggi sanno essere fondati. Cardoso riesce anche a trasferire bene nelle pagine le sensazioni e i pensieri che attraversano le menti dei due ragazzi, anche se in alcuni punti Tulinho appare per forza di cose molto più maturo e cosciente di sé e del mondo rispetto al bambino di 7 anni medio che il lettore si potrebbe immaginare.


Il libro è di facile e svelta lettura, ma l’argomento trattato non è più sereni. Nonostante la presenza di vari libri e film sul tema dei desaparecidos e sulle dittature militari sudamericane degli anni ’60-’70-’80 (cito a titolo di esempio “Niente Asilo Politico” di Enrico Calamai – ed. Feltrinelli e “Garage Olimpo” di Marco Bechis), quegli avvenimenti e quelle realtà sono ancora sconosciuti, o peggio dimenticati, alla maggior parte del pubblico italiano. Il libro di Cardoso non è un libro da leggere in spiaggia ma in una serata piovosa può essere terminato in un paio d’ore – sono una novantina di pagine – e fornisce un bel punto di vista alternativo sulla vita sotto le dittature militari dell’epoca. Un punto di vista familiare e a volte spensierato la cui chiosa finale provvedere a dare una chiusura sobria e ponderata.



Luiz Claudio Cardoso – Scomparso. Contro Tutte Le Dittature

Ed. Salani

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