
La Guerra Messicana del 1862-1867 l’italiano medio la conosce solo come
l’avventura americana di Napoleone III oppure, in particolare se si è del nordest, come quella che portò alla morte di
Massimilano d’Asburgo, quello del castello di Miramare. Ancora, alcuni sanno che fu da colui che fece giustiziare Massimiliano,
Benito Juarez, che Mussolini prese il nome. Il libro di Paco Ignacio Taibo II, sospeso fra realismo storico e romanzo, ci catapulta nel Messico di quegli anni facendo vedere al lettore europeo l’altro punto di vista, quello del legittimo governo repubblicano del Messico, le sue vicissitudini e la storia di alcune delle armate ribelli che combatterono contro le truppe europee in quegli anni turbolenti.
Il libro narra gli eventi degli anni della guerra collegandoli tra loro attraverso un fil rouge costituito dal fantomatico tesoro del titolo che collega fra loro non solo gli eventi ma anche i personaggi. Questo tesoro viene infatti detto essere costituito dalle più svariate cose: da gioielli ecclesiastici a dipinti trafugati da un museo della Virginia; e molti personaggi di contorno vi ruotano attorno, pur non riuscendone a impossessarsene.
Il libro si suddivide in quattro parti, cronologicamente successive ognuna suddivisa in molti capitoletti ognuno dei quali rispecchia il punto di vista di uno dei personaggi. Questi capitoli si possono dividere essenzialmente in tre grandi categorie:
1) le memorie del manoscritto smarrito di
Guillermo Prieto, poeta e ministro delle poste del governo Juarez, in cui egli narra in prima persona le vicende del “governo errante”, costretto a spostarsi sempre più verso nord per scappare dai francesi.
2) le vicende di
Vicente Riva Palacio, poeta e drammaturgo trasformatosi in comandante di reparti di guerriglia anti-francese; questi capitoli sono particolari poiché il narratore è onnisciente e si rivolge a Riva Palacio quasi esortandolo a compiere atti di cui lui, il narratore, sa già l’esito, oltre a saper leggere anche i pensieri del poeta.
3) I capitoli “minori” che hanno come protagonisti all’inizio coloro che millantano di sapere tutto del tesoro compresa la sua ubicazione, e poi di coloro che ne vanno in caccia e di quelli che sono stati deputati da Juarez a difenderlo.
Nella prima parte, che copre gli avvenimenti fra l’aprile del ’62, con la vittoria messicana a Puebla, e il settembre del ’64, vediamo gli sviluppi iniziali della guerra, la fuga del governo da Città del Messico, come Riva Palacio decida di lasciare i panni del poeta/drammaturgo per vestire quelli di comandante militare e, intervallate fra queste vicende, vediamo il sorgere delle varie e diverse versioni riguardo all’origine e alla composizione del fantomatico tesoro. Essa si conclude con l’incarico lasciato da Juarez a dei contadini di un villaggio del nord del paese di difendere a costo della loro vita quello che, per colpa di un attacco di tosse del presidente, diventa per tutti “il tesoro”.
Nella seconda parte, ambientata nel periodo che va fino al settembre del ’65, vediamo, oltre alla continuazione dei racconti di Guillermo Prieto sul procedere del governo e di quelli sulle avventure di Vicente Riva Palacio, la comparsa sulla scena di quelli che diventano i cacciatori del tesoro, che vanno dal fuorilegge messicano all’avventuriero olandese. Accanto a questi capitoli ci sono anche quelli dell’altra parte della medaglia, ovvero il racconto delle disavventure in cui incorrono i custodi del tesoro, alcuni dei quali vengono catturati e giustiziati da dei fuorilegge.
Nella terza parte, ambientata fra l’ottobre del ’65 e il febbraio del ’67, vediamo come Prieto abbandoni il seguito presidenziale dopo una discussione con Juarez e ripari negli Stati Uniti e di come venga contattato via lettera da persone che gli chiedono l’ubicazione del tesoro, cosa questa che condivide con Riva Palacio nella corrispondenza che gli manda mentre quest’ultimo è sempre impegnato nei combattimenti nel Michoacán. Di quest’ultimo veniamo a sapere i problemi legati a scelte strategiche quantomeno sorprendenti da parte di Juarez e dei generali da lui scelti come comandanti delle operazioni. Per quanto riguarda il tesoro vediamo come il custode più assiduo riesca a difenderlo grazie al provvidenziale aiuto di un apache.
Nell’ultima parte vediamo l’epilogo della guerra con l’assedio di Querétaro e la sconfitta definitiva degli imperiali attraverso gli occhi di Riva Palacio e gli sviluppi successivi alla fine della guerra della vita di molti personaggi. Il libro si chiude con il rientro a Città del Messico del tesoro, che altro non era che…
Lo scrittore messicano Paco Ignacio Taibo II ci guida a passo spedito attraverso l’epopea della guerra contro gli imperialisti, ultimo tassello di un ventennio che scosse il Messico con una serie di guerre a partire da quella contro gli Stati Uniti che gli costò quasi metà del territorio. Il libro parte in sordina con i lunghi racconti delle memorie di Guillermo Prieto per poi accelerare col passare del tempo e delle pagine, man mano che tutti gli altri personaggi vengono introdotti e cominciano a vivere la loro esperienze, mentre Prieto svanisce piano piano sullo sfondo specie dopo la sua separazione dal seguito del presidente Juarez.
I personaggi sono ben descritti e caratterizzati, le loro peculiarità anche se non espresse trasudano dalle parole che li descrivono, eccezioni sono alcuni dei cacciatori del tesoro, che fanno la loro comparsa solamente in un paio di capitoli per poi sparire o desistere uscendo dalla storia. Il tesoro infatti è solo il pretesto per raccontare attraverso di esso la guerra, gli intrighi politici ad essa connessi e un pezzo di storia del Messico che per quanto mitizzato, in quel paese, o dimenticato, nella maggior parte d’Europa, non è mai spiegato in maniera esaustiva.
Il libro può lasciare qualche lettore perplesso, specie all’inizio; ci si può chiedere dove vuole andare a parare, ma l’importante è che il lettore non si lasci scoraggiare e si lasci via via coinvolgere dalle pagine e dalle vicende, fino ad immedesimarsi in uno o più dei personaggi.
La Lontananza Del Tesoro
ed. Net