domenica 15 novembre 2009

Il Banchetto dei corvi - Gabriel Trujillo Muñoz


Il libro di Trujillo Muñoz è una raccolta di cinque racconti ambientati lungo la frontiera nord-occidentale del Messico che raccontano la cruda realtà, e le vicende a volte al limite dell’incredibile, di quelle lande famose nel mondo industrializzato solo perché confinanti con gli Stati Uniti; e le cui vicende e la cui realtà, spesso molto più vicina al terzo mondo che al primo, è spesso sconosciuta ai più in quanto, usando le parole di un tassista nel libro “[siamo] in culo al mondo, nel fondoschiena degli Stati Uniti. Li siamo amico, e li resteremo”.

I cinque racconti narrano altrettante storie che vedono come protagonista l’avvocato specialista in difesa dei diritti umani Miguel Angel Morgado, nativo di Mexicali in Baja California ma trasferitosi da tempo nella capitale. In ognuna di queste storie egli sarà però obbligato a tornare su al nord per risolvere i casi che gli vengono via via affidati. Il suo passato è inoltre nebuloso come dimostrano i suoi rapporti con l’agente della DEA Dávalos e il fatto che nell’87 i due si siano incontrati o abbiano collaborato in Nicaragua.

I casi in cui seguiamo Morgado sono diversi ma tutti capaci di incollare il lettore grazie anche a capitoletti brevi e a descrizioni puntuali dei personaggi. I problemi narrati sono quelli legati alla droga e ai narcotrafficanti, al traffico di organi, alla polizia e alla politica corrotta del luogo; tutti problemi cruciali per lo sviluppo di quelle terre nonché endemici della società della Bassa California ma di tutta la zona di frontiera lungo il Rio Grande e l’Arizona/California, ma che nei media nostrani hanno poca se non nulla visibilità.

Morgado si muove in questa realtà a lui ormai quasi sconosciuta poiché la sua assenza dalla terra natia si è protratta per molti anni, ma grazie all’aiuto di qualche amico di gioventù e di personaggi all’apparenza strani e poco affidabili come i Corvi l’avvocato delle cause perse riesce a risolvere uno dopo l’altro i vari casi che gli vengono proposti, sia che la soluzione sia positiva e un morto possa “tornare a casa” che quando essa non lo sia e un padre naturale si dimostri diverso dalle aspettative.

Questi racconti sono un buon viatico per fare un volo da corvo sopra l’altro lato del ventre molle degli Stati Uniti, in una terra dura ed aspra che ha forgiato uomini e donne a sua somiglianza; racconti che mostrano un Messico diverso da quello cosmopolita della sua capitale, da quello turistico della costa dello Yucatan e da quello contadino del centro-sud del paese. È un Messico non molto sconosciuto ma che è sempre stato fondamentale nella decisione dei destini del paese, poiché da qui sono partite le armate della rivoluzione del 1910 e mezzo secolo prima è da queste parti lungo il confine (anche se maggiormente verso est) che il presidente Juárez si ritirò scappando dall’invasore francese.

Gabriel Trujillo Muñoz
Il Banchetto Dei Corvi
Ed. Feltinelli

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